| VELINE
& VELENI di Cesare Lanza - I GIORNALI IN 5 MINUTI - Martedì
26 APRILE 2005 |
| MAURO
MAZZA VERSUS GAD LERNER E METTE I PUNTINI SULLE "I"... |
Interessante lettera di Mauro Mazza, direttore del tigidue, al Corriere
della Sera, in risposta all'ennesimo "amarcord" di Gad Lerner sulla
famosa "raccomandazione" che Gad avrebbe ricevuto da Mario Landolfi
all'epoca in cui dirigeva il tigiuno... Segnalo ironia e sarcasmo,
armi dialettiche sempre più rara nella società caratterizzata dagli
strepiti. Ecco il testo della lettera, che il Corriere pubblica
senza repliche:
Caro Direttore, nell’intervista a Paolo Conti sulla nomina di
Mario Landolfi a ministro delle Comunicazioni, Gad Lerner ricorda
(gli capita, periodicamente) l’episodio della sua colazione con
lo stesso Landolfi nelle poche settimane in cui fu direttore del
Tg1 . Alla colazione partecipai anch’io, all’epoca vicedirettore.
Lerner torna a soffermarsi sul «bigliettino» che egli stesso sventolò
davanti alla telecamera nell’editoriale di addio al telegiornale.
Allora fece intendere che il bigliettino in questione (una segnalazione
di Landolfi in favore di una giornalista Rai) fosse quello nelle
sue mani. Poi raccontò (e conferma ora al Corriere ) di averlo dato
a me, perché offeso da quell’iniziativa di Landolfi. Francamente
non ricordo tale cerimonia di consegna, né rammento reazioni furiose
di Lerner nei confronti di Landolfi per tanto ardire. Ricordo piuttosto
altre segnalazioni (con o senza foglietto) di cui Lerner mi parlò,
arrivate da politici ed importanti editori. Ma Lerner non si stracciò
le vestì né in diretta tv né privatamente.
Nell’intervista Lerner esprime il rimpianto di «aver dovuto lasciare
così presto il Tg1». Sarebbe interessante conoscere dal diretto
interessato le ragioni vere di quel commiato. Sapere cosa accadde
quella sera, tra le 19 e le 20, quando la direzione generale lo
avvisò di immagini sulla pedofilia appena trasmesse dal Tg3 . Lerner
girò la segnalazione ad un collega della cronaca e se ne restò chiuso
nella sua stanza, senza precipitarsi nelle salette del montaggio:
a controllare, a verificare, ad impedire che quelle stesse immagini
andassero in onda nel Tg1 delle 20. Chissà se, nella scelta di sventolare
quel bigliettino, allora come oggi, non ci sia soprattutto il desiderio
di lenire una ferita, di esorcizzare un rimpianto, di cancellare
un errore, di rimuovere una responsabilità.
Ps: Lerner si definisce un mio «punto debole». Parla di censure
del Tg2 da me diretto nei suoi confronti. Non mi è mai balenato
nella mente né di censurare, né (per la verità) di parlare di Lerner.
Ma non avrei nulla in contrario ad ospitare Lerner in un dibattito
da me coordinato. O a partecipare ad una sua trasmissione.
Mauro Mazza, direttore del Tg2 |
LE
SCALE DEL POTERE
(Dizionario dei personaggi di cui si parla oggi. In ordine rigorosamente
alfabetico) |
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BENEDETTO XVI. La Repubblica intervista a Martini:
"Perchè ho scelto Ratzinger. Siamo diversi, ma sarà un grande
Papa. Posizioni e accenti differenti sono necessari per svolgere
il complesso compito della Chiesa."
* Libero, Renato Farina: La promessa di Papa Ratzinger: non vi
lascerò mai in pace. POPOLARITÁ DILAGANTE.

BERLUSCONI. La Repubblica: Berlusconi alla prova
dell'Udc. Giurano i sottosegretari, poi il premier va alla Camera.
Ampliato il numero dei vice: An ne vuole uno per marcare Calderoli.
Le incognite legate al caso Gasparri. EQUILIBRI DIFFICILI.

CAIRO. Il Sole 24 Ore, Fabio Tamburini intervista
Urbano Cairo: "Incantato da Napoleone e Rizzoli. I saggi e le
biografie sono stati fondamentali per le mie scelte editoriali."
IN ESPANSIONE.

CALTAGIRONE. L'Unità: Rcs, adesso si contano le
azioni. Venerdi l'assemblea degli azionisti del Corriere della
Sera, L'incognita degli immobiliaristi Ricucci e Caltagirone.
POTENTE, SUPER LIQUIDO.

CIAMPI. Il Tempo, Franco Bechis: Un Papa laico.
Lo ricandidi il centrodestra. - Lanfranco Palazzolo: Tra Cdl e
Presidente è ormai amore vero. Nel governo crescono i ciampisti.
POPOLARITÁ IN CRESCITA.

FELTRI. Libero: "Piazzata rossa a Milano. Liberateci
da questi... Trionfa la retorica (e le omertà) sul 25 aprile.
La democrazia delle bandiere rosse." INDIPENDENTE.

FOLENA. Il Foglio: Il Folena trasmigrato fa già
arrabbiare Rifondazione candidandosi a una poltrona di ministro.

GASPARRI. Il Tempo: Gasparri, "Ora faccio la federazione".
Dopo l'uscita dal governo, il leader di Destra protagonista si
riorganizza: lavorerò per la coesione.
* Libero, Barbara Romano: Gasparrik sogna di prendersi il partito.
Prepara la rivincita su Storace, l'obiettivo è abbattere le correnti
interne, compresa Destra Sociale, e pilotare l'amico La Russa
verso il ruolo di coordinatore. IN EVOLUZIONE.

GORI. Punto com, Alessandra Lucarini intervista
Giorgio Gori (Magnolia): "Reality in crisi? Vanno distinti...
E' ora di esportare format italiani." STABILE.

LANDOLFI. Punto com, Francesco Lener: "Caro ministro,
ci metta lei una pezza. Landolfi arriva alle Comunicazioni e trova
mille magagne da risolvere. Primo: il bluff dello switch off.
IN CRESCITA.

LETTA. Il Riformista. Letta tenta di salvare l'onore
di Calipari. Ultimo incontro con l'ambasciatore Sembler per cambiare
la "verità" Usa. Il Pentagono si irrigidisce per un'assoluzione
piena dei suoi.
* Il Manifesto, Giuliana Sgrena: Senza verità. ABILE E LEALE.

LUTTAZZI. Punto com, Lilia Gentili: gli oscurati.
Daniele Luttazzi, il suo bisturi fa in mille pezzi la realtà.
RIEMERGE.

MARCHIONNE. Il Sole 24 Ore, Paolo Zucca: Al via
la partita tra Fiat e banche. Oggi l'incontro sul finanziamento
da 3 miliardi. Ufficialmente non si parlerà di rinegoziazione.
- Per gli Agnelli in gioco il controllo dell'intero Lingotto.
Torino vuol confermare la trasformazione del debito in capitale.
- Salvatore Tropea: C'è in gioco il controllo di Fiat. Riaffiora
una voce sull'interesse di Colaninno. - Roberto Rho: Passera non
vuol fare l'azionista, Profumo gioca la carta del rinvio.
* MF, Fiat: spunta Lehman. Si è offerta di rilevare dalle banche
il prestito convertendo in cambio di quote di una newco nella
quale entrerebbero anche alcuni imprenditori. Ma la proposta lascia
freddi gli istituti di credito. AL RUBICONE.

OCCHETTO. Il Corriere, Maria Teresa Meli: Occhetto
verso la nuova svolta. "Con Bertinotti, per la sinistra." Il fondatore
del Pds è tentato da Rifondazione comunista. "No al riformismo
tiepido, Fausto vicino alle idee della mia Bolognina." ALLA SVOLTA.
SOTTOSEGRETARI. Il Tempo: An fa pressing su Fini,
Vietti (Udc) sogna ancora l'Economia. Va fuori l'abruzzese Rocco
Salini (Salute). Conte all'Economia, Pino Galati abbandona le
attività produttive. Giuseppe Drago potrebbe lasciare la Difesa
per trasferirsi al Welfare. Promozione in vista per Saverio Romano.
* Il Giornale, Fabrizio de Feo: Oggi la nomina dei sottosegretari.
"Cambieremo il meno possibile." Per Michele Vietti promozione
in vista come viceministro.
* Il Messaggero, Mario Stanganelli: An approda alle Riforme. Al
posto di Miccichè arriva Vietti (udc). Urso resta con la delega
al Commercio Estero. IN MATTINATA LA VERITÁ: IL GOVERNO
ANNUNCIA LE NOMINE.

TREMONTI. Il Messaggero, Marco Conti intervista
Brunetta: "Tremonti leader? Prima faccia autocritica. Colpa sua
se ci accusano di aver aiutato il partito del Nord. Sul Sud fa
lo statalista."
* Il Tempo: Giulio si lancia come leader della coalizione. Il
suo è un ragionamento con troppi buchi.
* L'Unità, Bianca Di Giovanni: Tremonti pensa di essere Siniscalco.
Il vicepremier vuole vendere le spiagge. Attesa per la trimestrale
di cassa. RILANCIATO.
* Scrivetemi, se volete, indirizzando a: cesare@lamescolanza.com
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