| VELINE
& VELENI di Cesare Lanza - I GIORNALI IN 5 MINUTI - Martedì
10 MAGGIO 2005 |
| PESSIMI
PENSIERI - LA GAZZETTA DELLO SPORT, DI ROSA NON BASTA IL NOME |
Ieri, lunedì, al telefono con Massimo Donelli, genoano appassionato
perfino (ma è possibile?) più di me, abbiamo cercato invano sulla
Gazzetta dello Sport il calendario della ultime partite di serie
B: per capire se il Genoa, in affanno, ce la farà ad arrivare primo
o secondo o sarà risucchiato nell'inferno degli spareggi, per l'agognata
promozione in serie A. Poi, Massimo ha trovato il Secolo XIX sulla
sua scrivania a "Sorrisi e Canzoni" e per mezzora abbiamo discusso
dei venti favorevoli e contrari ai colori rossoblù. Oggi, crepa
se la mia adorata rosea si degnava di pubblicare qualche notizia
sulla serie B! Allora, caro amico Antonio Di Rosa, direttore della
Gazzetta addirittura col miglior cognome che per questo incarico
si potesse immaginare, mi permetto di ricordarti una massima sacra
di un maestro di tutti noi, Gino Palumbo (che ebbi l'onore, nel
lontano 1975, di sostituire alla direzione del Corriere d'Informazione):
prima di tutto, quando si parla di calcio, l'ora di inizio della
partita, dove, i prezzi dei biglietti, su quale canale accendere
la tivu, le formazioni, l'arbitro, il calendario... insomma tutte
le notizie, prima di tutto le notizie e poi le chiacchiere. Ma com'è
possibile che la serie B, quanto meno con le informazioni minime,
non trovi spazio adeguato all'interesse dei tifosi, ogni giorno,
sul tuo giornale?! A me interessa soprattutto il Genoa, ma quest'anno
il campionato in serie B - grazie alla perversione di chi ha inventato
gli spareggi per la promozione in serie A e la retrocessione in
serie C - è il più avvincente che mai si sia visto nella storia
del calcio. Solo pochissime squadre non hanno più nulla da temere
o da sperare. |
| PESSIMI
PENSIERI - LA STAMPA, SORGIRAI PRESIDENTE? IL SILENZIO É
D'ORO |
Marcello Sorgi, direttore della Stampa, è uno dei più autorevoli
candidati alla presidenza della Rai. I nuovi vertici di viale Mazzini
si decidono in questi giorni. Per una curiosa coincidenza, le indiscrezioni
e le notizie sulla Rai sono sparite, come oggi, o ridotte al minimo,
dalle colonne del prestigioso quotidiano torinese. |
| PESSIMI
PENSIERI - IL CORRIERE DELLA SERA, MIELI? FUOCO, FUOCHINO! |
Pessimissimo pensiero: non sarà che Paolo Mieli, per il puzzle Rai,
faccia il bis della magistrale strategia precedente alla nomina
(la sua) alla seconda direzione del Corrierone? Prima, Paolino suggerì
e, di fatto, certo senza volere, bruciò tutti i possibili candidati,
a cominciare da Pietro Calabrese - al quale aveva disegnato scenari
luminosi, in un memorabile breakfast al bar Hungaria in piazza Ungheria,
a Roma...e insomma Pietro, rinviando le decisioni per Panorama,
ci aveva messo il cuore. Poi, in ballo, sul tavolo degli azionisti
Rcs, restò solo il suo nome e a Mieli non restò che aprire le braccia,
da cardinale (o papa?) laico e liberale dell'informazione e dire:
eccomi! Per la Rai, la scena sembra già vissuta: a differenza della
Stampa, il Corriere è in prima linea: non c'è nome, appena attendibile,
che non sia giorno per giorno riferito e analizzato per le candidature
al consiglio di amministrazione, della presidenza e della nuova
direzione generale della Rai. Il risultato è che piano piano piano
tutti i nomi vengono graticolati, bruciacchiati o arrostiti... Qualche
giorno fa, su altri fogli ovviamente, anche Paolo Mieli era inserito
tra i papabili per la presidenza. Poi, silenzio. Risulta (da un
altro breakfast, da un altro bar romano) che Paolo accetterebbe
tuttavia solo la direzione generale: lì sta il vero potere (e anche
un dignitoso stipendio). |
| PESSIMI
PENSIERI - PANORAMA, VITA LUNGA A MENO CHE... |

Con ritardo, e mi scuso, ho letto il penultimo numero di Panorama:
alla mia età, ero allettato dalla copertina e dall'annuncio di un
formidabile reportage sulle aspettative di lunga vita in questo
nuovo millennio appena inaugurato. Poi, mi sono cadute le braccia:
venivano citati infatti, come riferimenti rispetto al passato e
alla vita corta che fu, i malaugurati decessi di Socrate e di Cesare.
Come a tutti è noto, direbbe l'inimitabile Mauro della Porta Raffo,
il filosofo scelse - obbligato? - di lasciare questa valle di lacrime
affidandosi alla cicuta. E il famoso condottiero, di cui sono indegnamente
omonimo, fu mandato all'altro monte dalle coltellate dei congiurati.
Qual è il senso del reportage? Come posso sentirmi incoraggiato
dal dossier di Panorama, che pure mi stavo gustando come un elisir
di augurio sulle possibilità di lunga vita, se poi la morte ti becca
anche con cicute e pugnali? Tanto più che ho deciso, con la mia
irresponsabilità, di varare questa rubrica di pessimi pensieri.
* Scrivetemi, se volete, indirizzando a: cesare@lamescolanza.com
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